Delphi, Visual Basic, Eclipse, NetBeans, MS Visual Studio… cosa hanno in comune ? Sono ambienti di sviluppo per la creazione di applicativi con uno o più linguaggi software che richiedono l’installazione sul proprio PC. Bene. E come definiamo quindi un ambiente di lavoro per la costruzione di applicativi business che non richiede né un linguaggio di programmazione né un IDE da installare sul proprio PC ? Coghead, l’ultimo nato in questa famiglia di strumenti per il Web Enterprise 2.0 viene definito da TechCrunch Online Application Building. CNNMoney.com lo include nella lista degli 11 Disruptors, ovvero nelle 11 compagnie che con le loro 11 nuove idee “will change everything”. Definizione a parte, analizziamo brevemente l’architettura, le potenzialità e la filosofia alla base di questo strumento.

Il primo impatto è abbastanza sorprendente: da anni siamo abituati a cercare il tasto download per poter prima scaricare e poi installare l’IDE. Obsoleto. Il tasto download, una volta registrati, diventa Launch Application; il Browser è l’ambiente di lavoro, ovvero, basta avere un PC e una connessione Internet per poter accedere ovunque ai propri progetti. Lo sviluppo di applicazioni è interamente basato sull’utilizzo di widget, ovvero componenti grafici (testo, date, combobox, tabelle etc ..) e relative proprietà. Ogni componente è parte di una Collection, può essere associato ad un modello di dati, e come tale richiamabile da altre Form. Ad esempio, la Collection Utente, ha il componente Nome, Cognome e Email. A questi dati, è possibile accedere da altre Form con la notazione Utente/Nome, Utente/Cognome etc. Per provare lo strumento, abbiamo costruito un semplice applicativo per la gestione dei consuntivi e delle note spese dei consulenti, creando una serie di Form collegate tra loro. Impressionante. Circa 30 minuti per imparare ad utilizzare lo strumento, seguendo pratici Tutorial ed alcune ore per il design, la realizzazione e il test

Tutto questo è molto interessante, ma sarebbe limitativo se finisse qui. Il prodotto sarebbe adatto solo per lo sviluppo di front end relativamente semplici, con un numero limitato di dati. Il vero punto di forza di Coghead è la sua predisposizione naturale verso la global SOA, ovvero l’integrazione dello strumento con i Web Services (dichiarato ma non attualmente disponibile nella beta preview cui abbiamo avuto accesso). La possibilità di integrazione del front end con i servizi SOA aziendali cambia notevolmente la natura e gli scenari di utilizzo dello strumento, collocandolo in una fascia di applicativi per l’Enterprise 2.0. Lo strumento diventa quindi un valido candidato per la realizzazione rapida di tutti quei servizi aziendali che non richiedono, per loro natura, un ciclo di sviluppo classico, e che hanno come requisiti velocità e bassi costi di realizzazione, accessibilità via Web e condivisione sicura dei dati.

Non vi sono ancora informazioni dettagliate sul modello di licenza di Coghead, e siamo ancora ad una versione abbastanza instabile del prodotto, ma se queste sono le premesse, www.coghead.com è sicuramente un bookmark da aggiungere alla top list, da monitorare attentamente nei prossimi mesi.

CohHead Coghead: mixup your mind !!

Per chi volesse provare il prodotto è opportuno avvisare che, per motivi di performance,l’accesso alla versione beta è ancora limitato. I nuovi account sono rilasciati con il contagocce, e possono intercorrere diverse settimane tra la richiesta e l’effettiva abilitazione.
La beta pubblica, aperta a tutti, dovrebbe essere disponibile in tarda primavera.